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Fino a qualche anno fa bastava che un olio di oliva avesse la qualifica di extravergine per garantire al consumatore un prodotto di qualità. Ma dal 1992 sono cambiate le regole, grazie all’istituzione – attraverso la legge 169 – delle attestazioni di origine. Punto chiave su cui verte questo tipo di certificazione è la territorialità, per cui una determinata varietà di olio può essere prodotta solo in un luogo circoscritto, e soggetto a determinate condizioni. Scopriamo meglio di che cosa si tratta.

DOP, Denominazione di Origine Protetta

DOP, che è l’acronimo di Denominazione di Origine Protetta, è un marchio nato con lo scopo di tutelare il consumatore. Può venire attribuito a qualunque primizia agroalimentare – esclusi i vini e le bevande alcoliche – le cui peculiarità sono esclusivamente attribuibili al territorio in cui questo viene prodotto. Come abbiamo anticipato la certificazione DOP nasce nel 1992 grazie al regolamento CEE 2081/92 dell’Unione Europea.

Cosa comporta?

Un qualsiasi prodotto agroalimentare che vuole fregiarsi del marchio DOP deve essere controllato lungo l’intero corso della filiera produttiva, che deve ovviamente avvenire entro delimitati confini territoriali. Dunque lo stesso prodotto, ottenuto al di fuori di quella particolare area geografica non può essere considerata di Origine Protetta. Questa garanzia di conformità non riguarda semplicemente la zona di produzione – i così detti fattori naturali – ma anche le tecniche di lavorazione e trasformazione – quelli che possono essere definiti fattori umani–.

Quali regole deve rispettare un prodotto DOP?

Ovviamente ci sono delle condizioni che permettono ad un prodotto di ottenere o meno il marchio DOP. Vediamo quali sono.

  1. Le particolari qualità e caratteristiche devono dipendere, in maniera esclusiva o essenziale, dall’ambiente geografico del luogo di origine. Come abbiamo specificato poco sopra tale regola non si riferisce strettamente ad un’area geografica ma comprende anche le tecniche, le conoscenze e il sapere locale – tramandato di generazione in generazione – che permettono la realizzazione di un prodotto così com’è, nella sua unicità.
  2. La produzione o raccolta delle materie prime, così come la loro trasformazione deve essere effettuata nella regione specifica. Parlando di olio, deve essere ottenuto mediante frangitura di olive provenienti da quel particolare territorio. Questo ci permette di acquistare un prodotto con una tracciabilità precisa, che ci da garanzie sulla sua origine.

 

Come ottenere il marchio DOP

Per far sì che al proprio prodotto venga attribuita la certificazione DOP occorre rispettare il disciplinare di produzione che sancisce protocolli piuttosto severi a cui bisogna rigidamente attenersi. Ovviamente seguire le regole non è sufficiente in quanto è altrettanto necessario superare i controlli di un Ente di certificazione indipendente, riconosciuto dal Ministero delle politiche agricole e forestali. Il protocollo prevede norme che riguardano l’intero iter produttivo: dalla coltivazione degli uliveti, alla raccolta, alle diverse fasi di produzione, al confezionamento. Una volta ottenuto il marchio DOP bisogna comunque sottostare a controlli periodici, in quanto la certificazione non è garantita per sempre per uno determinato prodotto.

L’olio extravergine di oliva Riviera Ligure DOP

In un articolo pubblicato tempo fa abbiamo specificato che l’olio extravergine di oliva ligure può fregiarsi di questa certificazione in base alle tre diverse zone di produzione:

  • la Riviera dei Fiori
  • la Riviera del Ponente Savonese
  • la Riviera di Levante

Il marchio DOP Riviera dei Fiori è quello che ci interessa e comprende la zona dell’imperiese che può vantare una radicata e solida tradizione olivicola. L’olio extravergine che può riportare in etichetta di questo riconoscimento deve essere prodotto con almeno il 90% di olive di cultivar Taggiasca. Nel disciplinare di produzione vengono specificate tutti i comuni compresi entro questa delimitazione territoriale.

Con la certificazione DOP non si scherza

Come abbiamo visto il marchio DOP è una garanzia nata con lo scopo di tutelare il consumatore da eventuali frodi e prodotti scadenti. Avere la certezza che l’olio acquistato è stato sottoposto a severi controlli e che proviene da territori circoscritti è una sicurezza e una garanzia di qualità.

Noi del Frantoio San Martino ci impegniamo ogni giorno per portare sulle vostre tavole un olio extravergine di oliva genuino e gustoso. Possiamo dire con orgoglio di aver ottenuto la certificazione DOP per il nostro olio extravergine di oliva DOP Riviera Ligure, ottenuto dalla frangitura di olive Monocultivar Taggiasca. Il suo sapore unico e inconfondibile è delicato, dolce, con note lievemente fruttate.

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