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Il nostro storico frantoio si trova a Dolcedo, un paesino dell’entroterra imperiese, situato nel ponente ligure. Questo grazioso borgo immerso nel silenzio e nel verde della natura e che gode di un clima mite tutto l’anno, è meta di villeggiatura per chi vuole godersi la pace e l’atmosfera rilassante tipica della campagna.

Un po’ di storia

Dolcedo, detto anche Dôçeo in dialetto ligure, o u Dusseu per i locali, sorge in epoca alto medievale, insieme ad altri borghi del territorio come San Maurizio e Oneglia, che nel 1923 sono stati unificati sotto il comune di Imperia.

Il primo insediamento comunitario di Dolcedo è nato ad un dislivello superiore rispetto a dove si trova l’attuale centro abitato. Collocato nella valle del Prino, in un posizione strategica, a metà della via romana che dal colle di San Maurizio portava al colle di Poggiobonfiglio, attraversando la val Prino per proseguire verso Santa Brigida. Qui nel 1028 venne edificato un castello proprietà del marchese Oldorico Manfredi.

Nel 1161 Dolcedo viene annesso alla comunità di Porto Maurizio con il nome di Terziere San Tommaso, associato al Terziere di San Giorgio di Torrazza e a quello di San Maurizio.

Nel 1192 il borgo diventa meta di rifugio per nobiliari famiglie dell’epoca, grazie a un accordo siglato tra Bonifacio di Clavesana e i consoli di Genova. Nel 1238, dopo la ribellione di Porto Maurizio nei confronti dei genovesi, Dolcedo si proclama comune indipendente, anche se l’insurrezione viene repressa da Genova.

A partire dal 1613 la cittadina inizia ad affermarsi come importante centro economico della valle.

Nel 1810, sotto al dominio napoleonico Dolcedo ottiene il titolo di città.

Lo sviluppo dell’olivicoltura a Dolcedo e nella provincia di Imperia

Ma uno tra gli avvenimenti più importanti che ha cambiato le sorti del borgo, sia dal punto di vista economico che per quanto riguarda l’assetto abitativo, è stata la diffusione delle coltivazioni di ulivo, grazie ai monaci di San Colombano provenienti dall’isola monastero di Lerino, nel sud della Francia. Essi hanno importato la cultivar taggiasca – varietà di olivo – che ha perfettamente attecchito su questo territorio, grazie anche al clima favorevole. La costruzione dei frantoi per la produzione di olio necessitava della prossimità con i torrenti per poter impiantare mulini ad acqua; questo aspetto ha quindi influito sullo spostamento degli abitanti, che si sono trasferiti più a valle.

La produzione del Frantoio San Martino

Proprio in questo modo è stata distribuita su tutto il territorio imperiese la cultivar taggiasca, da cui si ricava il pregiato olio extravergine di oliva che ancora oggi rappresenta la principale attività economica del paese di Dolcedo. Con questa varietà, diventata tipica della provincia di Imperia, noi del Frantoio San Martino produciamo l’olio extravergine d’oliva Cultivar Taggiasca, mosto, non filtrato, ottenuto da olive macinate a freddo in giornata, e l’olio extravergine di oliva Riserva Taggiasca, estratto dalle migliori olive taggiasche ancora verdi, che vengono attentamente selezionate una ad una. Potete acquistare sul nostro sito entrambi i prodotti nella bottiglia da 500 ml, disponibile anche nella versione con tappo antirabbocco, nel formato da 750 ml o nella latta da 5 litri. Se siete indecisi su quale dei due acquistare potete provarli entrambi comprando la box con il mix di questi due oli extravergine; la scatola contiene sei bottiglie in totale, tre di Cultivar Taggiasca e tre di Riserva Taggiasca dal contenuto di 750 ml l’una.

Cosa vedere a Dolcedo

La cosa migliore per scoprire questo paesino è lasciarsi guidare dai propri passi per le vie e i caruggi del borgo. Nel centro del paese potrete ammirare la loggia comunale, una volta sede del mercato, edificata nel 1613 quando Dolcedo ha iniziato a guadagnarsi l’autonomia. Da qui prendendo il primo vicolo che scende ci si trova di fronte a uno scorcio molto suggestivo: case e palazzi del ‘400 che si affacciano sul torrente Prino; molte di queste possiedono ancora un elegante loggiato sulla sommità.

Si può poi attraversare il bellissimo ponte in pietra fatto costruire dai Cavalieri di Malta – monaci guerrieri che avevano una sede a Porto Maurizio – che conduce dall’altra parte del fiume. Passato il ponte e girato a sinistra ci si trova di fronte a case con alcune porte appartenute ad antiche botteghe dell’epoca medievale.

Non può mancare una visita alla chiesa di San Tommaso Apostolo, la cui facciata dopo vari ritocchi e restauri ha assunto uno stile barocco; il campanile ha base romaniche sormontata dalla cima barocca. All’interno, una doppia decorazione a stucchi evidenzia due stili diversi: la prima sempre barocca, nei colori rosa e verde pastello, la seconda di epoca ottocentesca color blu e oro. Le tele esposte sono invece opera di artisti della scuola genovese.

Un po’ fuori dal centro, sopra lo sferisterio – un piccolo stadio dove si gioca a pallapugno – seguendo la strada per Ripalta, una frazione, ci si ritrova in un carruggio che dopo una lieve discesa porta a un altro scenografico ponte. Si è giunti sulla sponda del Rio dei Boschi che confluisce nel torrente Prino; sotto le case in pietra si vedono ancora le ruote dei vecchi frantoi.

Frangitura con metodi antichi

Dove dormire a Dolcedo

Se volete concedervi una pausa di relax per scoprire questo tipico borgo ligure potete soggiornare presso l’agriturismo del Frantoio San Martino, dove alcuni dei locali dello storico frantoio sono stati adattati e ristrutturati per accogliere gli ospiti con tutte le comodità. Avrete inoltre la possibilità di visitare gratuitamente il frantoio per vedere con i vostri occhi con quale cura e passione produciamo il nostro olio extravergine di oliva. Per finire potrete usufruire di uno sconto sull’acquisto di qualsiasi prodotto.

Una gita a Dolcedo

Dolcedo è caratteristico paesino della Liguria, dove natura, storia e gastronomia si mescolano e integrano perfettamente.

 

 

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