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L’olio EVO, ricchezza del territorio italiano da secoli e secoli: sin dall’antichità uno dei beni più preziosi prodotti e consumati nel nostro paese, negli ultimi decenni è entrato di diritto tra gli alimenti più apprezzati anche nell’export. Approfondire il tema del commercio dell’olio extravergine di oliva non può che portarci a valutare in modo ancora più accurato le radici che questo alimento ha nella nostra cultura.

Storia e commercio dell’olio extravergine d’oliva nei secoli

L’olio è da sempre uno degli alimenti base della dieta di tutto il bacino del Mediterraneo. La coltivazione degli ulivi si diffuse in questa zona provenendo dal Medio Oriente: i primi paesi nei quali l’olivicoltura e il conseguente commercio si diffusero sono Palestina, Siria e Creta, sedi delle civiltà più antiche. Da Creta e la relativa civiltà Minoica la produzione di olio arrivò nella Grecia continentale: l’ulivo fu sempre importantissimo nella cultura della Grecia antica, tanto da essere uno dei simboli di Atena, la dea che diede nome alla sua città-stato più celebre, nonché ancora oggi capitale.

In Italia la produzione di olio si sviluppò sin da prima della fondazione di Roma, grazie al fiorente commercio di beni, tra cui l’olio extravergine di oliva, che iniziò tra Grecia e Magna Grecia (le colonie greche in Sud Italia). Successivamente, durante il periodo romano, l’olio è ormai già di utilizzo comune nel nostro paese: lo attestano l’ampio uso che ne veniva fatto per la creazione di unguenti e profumi e il fatto che una razione fissa andasse ai soldati che vi si cospargevano il corpo, proteggendosi così dal freddo. Grazie agli utilizzi più svariati, da quello alimentare a quello cosmetico, sino all’uso come olio per le lampade, l’olio d’oliva vide lo sviluppo di un vivace commercio in tutta la penisola. Nel frattempo le specie di olivo iniziano a differenziarsi: già nell’Antica Roma si faceva distinzione tra le varie Cultivar, tra cui quella ligure, riconosciuta già al tempo come molto delicata.

L’olivo nel nostro paese era già in epoca romana alla base di cultura, economia e alimentazione del nostro paese: così tanto da vedere la produzione di olio ritualizzata in tutte le sue fasi.

Tuttavia, sarà molto più tardi, durante il XVIII secolo, che il commercio di olio extravergine di oliva diverrà cruciale per l’economia italiana: è questo infatti il periodo in cui vengono fatti ingenti investimenti nella coltivazione e produzione degli ulivi, in Italia molto sviluppata e all’avanguardia già dal periodo romano, per portarla allo step successivo. In questo momento storico inizia anche un fiorente commercio di olio verso i paesi europei che non presentavano le caratteristiche adatte per la coltivazione di ulivi, tanto più che ai tempi l’olio era largamente impiegato nell’industria tessile. L’Italia si attesta in questi anni come maggiore produttrice ed esportatrice di olio in Europa.

Dal XX secolo in poi vi è un ulteriore sviluppo dell’olivicoltura e del conseguente commercio d’olio: è il momento in cui il progresso tecnologico fa passi da gigante e nuovi macchinari all’avanguardia aiutano i frantoiani nelle lunghe e difficili operazioni di raccolta e molitura. L’Italia a oggi è la seconda nazione produttrice di olio d’oliva e i suoi prodotti sono protetti da diverse certificazioni e comitati per preservarne l’unicità.

Il commercio dell’olio extravergine di oliva italiano oggi

L’olio d’oliva è ancora oggi uno dei beni più richiesti in tutto il mondo: se possibile, la sua fama e la sua importanza sono cresciute ulteriormente nell’ultimo secolo, sino a renderne alcune qualità pregiate uno dei simboli dell’Italia nel mondo. L’unicità delle caratteristiche organolettiche delle Cultivar che tradizionalmente prosperano sul territorio italiano sono state riconosciute come patrimonio alimentare e culturale del nostro paese e, per preservarne l’autenticità e differenziare i prodotti da quelli contraffatti, sono sorti vari consorzi di tutela. Un esempio è il consorzio per l’olio DOP Riviera Ligure, dal quale sono protetti anche i prodotti di Frantoio San Martino.

Esiste poi un fertile mercato dedicato proprio all’olio extravergine, con tanto di quotazioni e oscillazioni nei prezzi di vendita: ogni autunno, a seconda della produzione dell’annata precedente, il clima e le condizioni, viene calcolato un prezzo iniziale dell’olio; più la produzione è stata difficile e quindi il prodotto è “raro”, maggiore sarà il prezzo.

Il commercio dell’olio extravergine d’oliva è sia verso il mercato nazionale che quello internazionale e non interessa solo l’Italia, ovviamente, ma anche tutti gli altri paesi produttori. In Europa i primi tre, grazie anche alle condizioni ottimali a livello di temperatura e territorio, sono Spagna, Italia e Grecia.

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